Romano Prodi

Madrid, Hotel Ritz (Plaza de la Lealtad, 5) 9:00 horas
Jueves, 2 Junio, 2016 - 09:00

Desayuno informativo del Fórum Europa, organizado por Nueva Economía Fórum, con el patrocinio de Red Eléctrica de España, Asisa y BT. Plazas Limitadas

Romano Prodi
Expresidente del Consejo de Ministros de la República de Italia y Expresidente de la Comisión Europea

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Il Presidente Romano Prodi è nato a Scandiano (Reggio Emilia) nel 1939. Nel 1969 ha sposato Flavia Franzoni e ha due figli: Giorgio e Antonio. Sei i nipoti: Chiara, Benedetta, Maddalena, Davide e Giacomo. Tommaso, figlio di Antonio e Elisabetta, è arrivato il 22 ottobre 2011.
 
Dopo la maturità classica al Liceo Ariosto di Reggio Emilia, ha studiato all’Università Cattolica di Milano, dove si è laureato cum laude nel 1961 in Giurisprudenza, discutendo una tesi sul protezionismo nello sviluppo dell’industria italiana con il prof. Siro Lombardini. Si è quindi specializzato alla London School of Economics, sotto la supervisione del prof. Basil Yamey, titolare della cattedra di Industrial Economics. È stato visiting professor presso la Harvard University e presso lo Stanford Research Institute.
 
La sua carriera accademica ha avuto inizio alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna dove ha lavorato come assistente (1963), professore incaricato (1966) e infine ordinario (1971-1999) di Economia e Politica industriale.
 
All’insegnamento universitario ha unito un’intensa attività di ricerca che, in una prima fase, si è indirizzata verso due temi divenuti poi classici negli studi di Economia industriale: lo sviluppo delle piccole e medie imprese e dei distretti industriali (Modello di sviluppo di un settore in rapida crescita: l’industria della ceramica per l’edilizia, pubblicato nel 1966, è fra i primissimi saggi sull’argomento) e la politica antitrust (Concorrenza dinamica e potere di mercato è del 1967). Nella letteratura internazionale, il suo nome figura accanto a quelli di Giacomo Becattini, Franco Momigliano e Paolo Sylos Labini, fra i fondatori della “Scuola italiana di Economia Industriale”.
 
I suoi interessi di ricerca si sono in seguito ampliati, fino a includere lo studio delle relazioni fra Stato e Mercato; le politiche di privatizzazione; il ruolo centrale giocato dai sistemi scolastici nella promozione dello sviluppo economico e della coesione sociale; il processo di integrazione europea e, all’indomani del crollo del Muro di Berlino, la dinamica dei diversi “modelli di capitalismo”. Il capitalismo ben temperato del 1995 (raccolta di saggi pubblicati nella prima metà degli anni ’90 sulle pagine della rivista “il Mulino”), e Un’idea dell’Europa (Bologna, 1999) offrono una sintesi delle riflessioni in tutti questi campi.
 
Dal 1974 al 1978 ha presieduto la Società Editrice Il Mulino. Nel 1981 ha fondato Nomisma, una delle principali società italiane di studi economici, e sino al 1995 ne ha presieduto il Comitato scientifico.
 
Ha scritto editoriali per i principali quotidiani italiani, quali L’Avvenire d’Italia, Il Resto del Carlino, Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Per molti anni ha diretto l’Industria-Rivista di economia e politica industriale. Nel 1992 ha condotto su RAIUNO il programma televisivo “Il tempo delle scelte“, una serie di sei lezioni di economia.
 
Dal novembre 1978 al marzo 1979, Romano Prodi è stato Ministro dell’Industria. Dal novembre 1982 all’ottobre 1989, è stato presidente dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI), a quel tempo la maggiore holding italiana. Sotto la sua presidenza, l’Istituto ha attraversato una fase di profondo risanamento, impostando anche il processo di trasformazione e preparando le imprese alla privatizzazione. Richiamato alla guida dell’Istituto nel maggio 1993, Romano Prodi ha condotto in porto la privatizzazione di importanti aziende, quali il Credito Italiano e la Banca Commerciale Italiana.
 
Nel febbraio 1995 ha fondato la coalizione dell'”Ulivo”, che lo ha designato come suo candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in occasione delle elezioni politiche. Queste, svoltesi nell’aprile del 1996, hanno visto l'”Ulivo” prevalere sulla coalizione di centro-destra: così, nel maggio 1996, il Presidente della Repubblica affidava a Prodi l’incarico di formare il nuovo Governo. Ottenuta la fiducia delle Camere nello stesso maggio ’96, il Governo Prodi è rimasto in carica sino all’ottobre 1998, conseguendo – fra gli altri – l’obiettivo di portare l’Italia nel gruppo di testa dei paesi aderenti all’Euro e di dare un forte impulso al risanamento dei conti pubblici.
 
Nel marzo 1999, il Consiglio europeo ha designato Romano Prodi Presidente della Commissione europea di Bruxelles, designazione confermata nel settembre 1999 dal voto di fiducia del Parlamento europeo. Nei cinque anni della sua presidenza, la Commissione Europea è stata protagonista di alcune delle scelte storiche dell’Unione Europea come l’introduzione dell’euro e l’allargamento dell’Unione a 25 Paesi insieme a una efficace e intensa politica di vicinato.
 
Ritornato nel 2005 alla politica italiana è stato indicato alla guida della coalizione di centrosinistra dalle Primarie dell’ottobre 2005 nelle quali ha ottenuto 3.182.686 voti su 4.311.149 elettori, pari al 74,1%. E’ stato capolista dell’Ulivo alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006. Ricevuto l’incarico di formare il Governo della Repubblica dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha guidato l’esecutivo dal 17 maggio 2006 fino all’8 maggio 2008.
 
Dal 17 gennaio al 6 febbraio 2008 ha ricoperto anche la carica di Ministro della Giustizia ad interim.
 
Fondatore e leader dell’Ulivo, dal 23 maggio 2007 è stato presidente del Comitato nazionale per il Partito Democratico, e con la fondazione di quest’ultimo ne è stato Presidente dell’Assemblea Costituente Nazionale dal 14 aprile 2007 al 16 aprile 2008.
 
Dal 12 settembre 2008 presiede il Gruppo di lavoro ONU-Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa.
 
Dal febbraio 2009 è Professor at-large alla Brown University (USA).
 
Dal 2010 è stato nominato Professore alla CEIBS (China Europe International Business School) in Shanghai.
 
Nel corso della sua carriera accademica ed istituzionale, Romano Prodi ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Tra i più importanti ci sono:
 
Membro onorario della London School of Economics and Political Science -1989
Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana  – 2 giugno 1993Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia – 1997
Membro onorario della Real Academia de Ciencias Morales y Politicas di Madrid -1997
Gran Croce dell’Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) – 1998
Premio Schumpeter per l’Economia da parte della Società Schumpeter di Vienna – maggio 1999
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella di Romania — 2000
Comandante di Gran Croce dell’Ordine delle Tre Stelle (Lettonia)  — 2007
Gran Cordone dell’Ordine del Sole Nascente (Giappone) — 5 febbraio 2013
Gran Croce nell’Ordine della Legione d’Onore (Francia) – 13 febbraio 2014
 
Ha inoltre ricevuto 39 riconoscimenti accademici Honoris Causa.
 
Fuente: www.romanoprodi.it

Presentador

Joaquín Almunia
Exvicepresidente de la Comisión Europea

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Joaquín Almunia es uno de los políticos españoles con mayor experiencia internacional, particularmente en el ámbito de la Unión Europea. Ha sido Vicepresidente y Comisario Europeo de Competencia entre los años 2010 y 2014, tras haber sido ya anteriormente Comisario Europeo de Asuntos Económicos y Monetarios entre 2004 y 2010.
 
Licenciado en Derecho y Ciencias Económicas en la Universidad Comercial de Deusto, completó sus estudios de posgrado en l’École Pratique des Hautes Études en París.
 
Su trayectoria profesional comenzó como economista en la Oficina del Consejo Superior de las Cámaras de Comercio españolas en Bruselas (1972 – 1975), trabajando sobre temas de la entonces llamada Comunidad Europea. A continuación Almunia fue responsable del Gabinete económico del sindicato UGT entre 1976 y 1979 antes de dedicarse a la política dentro del Partido Socialista Obrero Español (PSOE).
 
Desde marzo de 1979 hasta abril de 2004 sería diputado en el Congreso por el Grupo Socialista. Tras la victoria del PSOE en octubre de 1982 ejercería como Ministro de Trabajo y Asuntos Sociales (1982-1986) y Ministro de Administraciones Públicas (1986-1991) en sucesivos gobiernos de Felipe González. Tras abandonar el ejecutivo participó en el programa “Senior managers in Government” de la Escuela de Gobierno Kennedy en la Universidad de Harvard. También fue profesor asociado de Derecho del Trabajo en la Universidad de Alcalá de Henares. A partir de 1997 asumiría la Secretaría General del Partido y se presentaría como candidato a Presidente del Gobierno de España en las elecciones Generales de 2000, pero tras no resultar ganador dimitió del cargo. En su última legislatura como diputado (2000-2004) fue Presidente de la Comisión de Presupuestos.
 
Almunia ha demostrado siempre una fuerte vocación europeísta. En abril de 2004, fue nombrado miembro de la Comisión Europea. Como Comisario Europeo de Asuntos Económicos y Monetarios debió enfrentarse al estallido de la más grave crisis económica y financiera sufrida por la Unión Europea, destacándose siempre por su decidida defensa del euro, tanto desde el punto de vista económico como por su extraordinaria dimensión política como motor de la integración europea, para lo cual debe completarse la unión monetaria añadiéndole una mayor unión fiscal, económica y financiera.
 
En 2010, el presidente de la Comisión Europea José Manuel Durão Barroso le encomendó una Vicepresidencia y las riendas de la cartera de Competencia, desde la cual ha mantenido su compromiso institucional con Europa.
 
En la actualidad, tras abandonar sus cargos en Unión Europea, Almunia hace valer su larga trayectoria y experiencia para dedicarse a la investigación y reflexión en el entorno de diferentes think tanks y otras plataformas, así como conferencias, libros y artículos para distintos medios. Es, entre otros, Visiting Professor at the European Institute of the London School of Economic and Political Science.
 
En 2011 publicó sus “Memorias Políticas”, en las que da un testimonio en primera persona de su trayectoria política en el PSOE y en el gobierno, habiendo sido testigo del proceso de modernización de un país como España, desde la Transición hasta un momento tan crítico como el presente en el que se plantean toda una serie de nuevos retos políticos.
 
Fuente: www.joaquinalmunia.com